
Ci sono attaccanti che quando tirano la palla, riescono sempre a creare confusione per la squadra avversaria. La tirano lì nella, già nominata, zona di conflitto oppure in zone di campo non coperte da nessun giocatore. Una volta è una schiacciata forte, un’altra un pallonetto, un’altra ancora una piazzata, a volte un palleggio. Solitamente schiacciatori come questi li si definisce “furbi”, e la traduzione inglese di questo aggettivo, racchiude esattamente in sé tutto il senso del termine: smart.
Ma quali sono i requisiti per essere un attaccante smart? Io un’idea me la sono fatta…
Per essere un giocatore smart devi dosare la potenza del tuo attacco a favore dell’obiettivo che ti dai, non sempre una schiacciata è necessaria per segnare un punto. Se sei smart sai gestire le tue risorse personali e mettere in gioco quelle che in quel preciso momento ti servono, sai ascoltare quando è il momento di impiegare tutte le tue energie e quando risparmiarti. Ottimizzi le risorse che hai a disposizione.
Se sei smart finalizzi l’attacco: ad ogni palla alzata segni un punto per la tua squadra. Capiamoci bene, scrivo ogni palla, perché essere smart significa essere in grado di gestire anche quelle alzate che il palleggiatore fa in maniera imprecisa (perché gli è arrivata una ricezione imprecisa… ma qui ci sarebbe un lungo discorso di cui Velasco ci ha dà dato un bellissimo assaggio) .
Se sei un attaccante smart hai sotto controllo il quadro generale del campo avversario, vedi dove ci sono zone di conflitto tra due giocatori e dove ci sono dei “buchi” (avete presente quelle aree del campo in cui non c’è nessuno a coprire?). In poco tempo riesci a fare un passo fuori dalla concitazione del momento e a ottenere un’immagine completa della situazione che hai davanti. Hai ottime capacità di sintesi.
Essere smart dipende anche da una capacità di analisi delle dinamiche dell’altra squadra e delle sue risorse. Capisci come si muovono nell’altro campo, in quale fondamentale sono meno forti e chi è il migliore nella difesa e nella ricezione. Sulla base di una veloce analisi della situazione sei in grado di capire dove stanno le tue opportunità e agisci.
Una specie di superman o wonderwoman, dipintə così! Ma io non credo in un super uomo, sono convinta che l’allenamento aiuti tuttə a formarsi per diventare attaccantə smart.
Cosa ci serve per formarci come attaccanti smart?
Ti leggo nei commenti!